martedì 16 luglio 2013

AL VOTO IN PARLAMENTO UNA CLAUSOLETTA CONTRO LA FAMIGLIA NATURALE: i tecnocrati targati Europa-Vaticano vogliono che sia considerato reato di discriminazione degli omosessuali esprimersi sulla sessualità contro natura e a favore del matrimonio uomo-donna


LA CHAMANO LEGISLAZIONE ANTI-OMOFOBIA. Ma in realtà è la legge anti-creazione quella che si vuole. Gli omosessuali sono già tutelati come ogni cittadino dalla Costituzione Italiana contro ogni discriminazione. E l'identità sessuale è solo maschio o femmina nel mondo reale: nessuna legge può costituire, o regolamentare, una identità sessuale omosessuale, che non esiste e che è una contraddizione in termini...



da Lavocecattolica.it

Mentre gli italiani sono in vacanza, come altre volte accaduto, i politici si stanno
attivando per votare l’ennesima legge contro la verità e contro l’uomo: quella sull’omofobia e sul gender: vale a dire una legge a causa della quale non si potrà più esprimere il proprio parere sulla famiglia e sulla sessualità secondo natura senza rischiare pesanti sanzioni e anche il carcere

Voterà la Camera il 22 luglio e più avanti il Senato.

La Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha approvato il testo base del DDL contro l'omofobia e la transfobia, testo che andrà all'esame dell'Aula il prossimo 22 luglio. Il termine per gli emendamenti scade martedì 16 luglio.

In previsione di tale importante passaggio parlamentare, i Giuristi per la Vita lanciano un appello per fermare questa iniziativa legislativa, che rischia seriamente di avere gravi ripercussioni sui diritti fondamentali dell'uomo riconosciuti dalla nostra Costituzione, tra cui il diritto alla libertà di pensiero (art.21) e alla libertà religiosa (art.19).

Dal punto di vista pratico, infatti, l'approvazione delle norme contro l'omofobia e la transfobia potrebbe determinare l'incriminazione, ad esempio, di tutti:

1. coloro che sollecitassero i parlamentari della Repubblica a non introdurre nella legislazione il "matrimonio" gay;

2. coloro che proponessero di escludere la facoltà di adottare un bambino a coppie omosessuali, atteso che, secondo l'approccio ideologico appena recepito dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, non ammettere una coppia gay al matrimonio costituirebbe discriminazione motivata dall'identità sessuale;

3. coloro che pensassero di organizzare una campagna di opinione per contrastare l'approvazione di una legge sul "matrimonio" gay;

4. coloro che pubblicamente affermassero che l'omosessualità rappresenta una «grave depravazione», citando le Sacre Scritture (Gn 19,1-29; Rm 1,24-27; 1 Cor 6,9-10; 1 Tm 1,10.);

5. coloro che pubblicamente dichiarassero che gli atti compiuti dagli omosessuali «sono intrinsecamente disordinati», in virtù del proprio credo religioso (Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona humana);

6. coloro che pubblicamente sostenessero che gli atti compiuti dagli omosessuali sono «contrari alla legge naturale», poiché «precludono all'atto sessuale il dono della vita e non costituiscono il frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale» (art. 2357 del Catechismo della Chiesa Cattolica).
Le norme che si intendono approvare rispondono ad una mera prospettiva ideologica, del tutto inutile sul piano legale, godendo gli omosessuali degli strumenti giuridici previsti dal codice penale per i tutti i cittadini, contro qualunque forma di ingiusta discriminazione, di violenza, di offesa alla propria dignità personale.


La proposta di legge sull'omofobia, pertanto, non merita di entrare nel nostro ordinamento. Opporvisi non è una battaglia di retroguardia, tesa a garantire chissà quale privilegio o quale ingiustificata impunità, ma significa battersi contro il rischio di una pericolosa violazione della libertà di espressione del pensiero e del credo religioso, fondamento di tutte le libertà civili nel quadro costituzionale vigente. La cronaca, del resto, mostra ampiamente cosa accade nei Paesi europei in cui è già prevista una legge contro l'omofobia: basti guardare al Regno Unito ed alla famigerata Section 5 del Public Order Act.

Per questo, i Giuristi per la Vita si appellano ai parlamentari della Repubblica italiana, e a tutti gli uomini di buona volontà, affinché venga scongiurato il rischio dell'introduzione di una simile normativa nel nostro ordinamento giuridico.
Firmate anche voi l'Appello per fermare la proposta di legge contro l'omofobia.
Aprite il link http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=33419#.Ud8Vlu9Gm2s.email e lo trovate in fondo alla pagina.


IL PRESIDENTE



Avv. Gianfranco Amato